Italiano | English

Filosofia

 

L'indiscussa protagonista della tenuta è la Corvina, supportata dai vitigni Corvinone e Rondinella. Parte del vigneto è stato modificato ma le vecchie pergole sono tutt'ora protagoniste. Grazie a questo sistema di allevamento, le vecchie vigne, a bassa resa, sembrano reagire meglio ai possibili effetti dei cambiamenti climatici, e i grappoli sono protetti contro l'intenso caldo estivo. Le vecchie vigne inoltre, con le loro basse rese producono grappoli maturi anche durante gli anni più freddi. L'azienda non mira a vini ricchi di estratto ma cerca l'eleganza, la freschezza e l'esaltazione dell'origine dei vini per i quali i nostri vigneti e territorio producono uve eccellenti.

Approccio organico

L'approccio organico inizia le prime sperimentazioni in un vigneto praticamente di fronte alle porte della città di Verona. È qui che sono stati provati i trattamenti biologici, prima dell’applicazione a tutti gli altri vigneti. Queste sperimentazioni hanno permesso di omettere la miscela classica Bordolese, utilizzando invece preparazioni organiche, come olio di agrumi.
Nei vigneti si utilizza solo sovescio vegetale, senza concimi animali, evitando di aggiungere azoto e potassio ai terreni, e aumentando invece il livello di carbonio. L’azoto, che consiste di molecole molto più grandi rispetto al carbonio, aumenta eccessivamente la domanda di acqua della vite, causando stress idrico.
Alti livelli di azoto nei terreni stimolano il vigore eccessivo che a sua volta, aumenta la suscettibilità della vite alle malattie.
In autunno vengono piantate alcune graminacee, come l’avena selvatica, perché le loro profonde radici aiutano ad aerare il terreno e ad aumentare la micro attività organica. Al tempo stesso riducono il tenore di azoto del suolo. La maggiore attività di microrganismi stimola le viti allo sviluppo di radici profonde, che migliorano l’importante trattenimento di minerali e acqua.

Oltre al sovescio vegetale nei vigneti si applicano colture di microrganismi organici, spruzzati direttamente sulle foglie o applicati ai terreni. Questi microrganismi creano rapporti simbiotici con le estremità della radice della vite, chiamati micorrizae. In breve tempo questi microrganismi provocano un aumento enorme dello sviluppo delle radici e aumentano la capacità della vite di assorbire le sostanze nutritive e i minerali presenti nel terreno, migliorando la resistenza della pianta ai patogeni. Gli stessi microrganismi sono in grado di ridurre e, in alcuni casi, di prevenire alcune malattie e attacchi, come peronospora e oidio. Dalla loro alimentazione o dalla creazione di un fenomeno di competizione, si riducono i nutrimenti disponibili insieme allo spazio vitale di quelli dannosi, arrivando alla loro riduzione o estinzione.

Iscriviti alla nostra newsletter